Pa: Istituto anticorruzione, Dirigenti spesso asserviti, potenziare figura segnalatore

Corruzione: presidente Iia, dirigenti spesso asserviti

Istituto anticorruzione, “Potenziare la figura del segnalatore”

(ANSA) ROMA, 22 GEN – “I dirigenti in Italia sono spesso asserviti nei confronti della pubblica amministrazione quando si tratta di segnalare condotte illecite: il risultato della mancata denuncia e’ la crescita esponenziale della corruzione”. Lo dichiara il presidente dell’Istituto italiano anticorruzione (Iia), Federico Bergaminelli. “Una

situazione incresciosa – aggiunge Bergaminelli – che potrebbe essere contrastata  attraverso il potenziamento della figura del whistleblower, cioe’ il lavoratore che  rileva una possibile frode, un pericolo o un altro rischio serio che puo’ danneggiare il pubblico o la stessa  reputazione dell’ente”. “Questa figura, purtroppo, e’ ancora poco
diffusa nel nostro Paese e fortemente depotenziata soprattutto perche’ il segnalatore di illeciti viene considerato come un  semplice delatore: in questo modo la stragrande maggioranza dei comportamenti scorretti, che si configurano poi come  illeciti, non sara’ mai debellata”, spiega il presidente dell’Istituto italiano anticorruzione. “Serve una forte azione  di informazione e di sensibilizzazione che punti a un rafforzamento della figura del whistleblower dal punto di vista  legislativo, partendo innanzitutto da procedure e strumenti che  riducano la paura di ritorsioni a seguito delle segnalazioni”,  prosegue. “Occorre poi garantire effettivita’ alle sanzioni nel caso in cui la segnalazione porti alla scoperta di  una condotta illecita, per non assistere a circostanze in cui al segnalatore viene imposto di ‘convivere pacificamente’ con la persona che e’ stata oggetto della segnalazione stessa”,  sottolinea. “E’ necessario, inoltre, prevedere un bonus  economico per chi segnala, con giusta causa e per motivi ragionevoli, al momento della valutazione della performanceindividuale”, conclude. (ANSA).

LPN-P.a., Ist. anticorruzione: Dirigenti asserviti, potenziare segnalatore

Roma, 22 gen. (LaPresse) – “I dirigenti in Italia sono spesso asserviti nei confronti della pubblica amministrazione quando si tratta di segnalare condotte illecite: il risultato della mancata denuncia è la crescita esponenziale della corruzione”. Lo dichiara, in una nota, il presidente dell’Istituto italiano anticorruzione (Iia), Federico Bergaminelli. “Una situazione incresciosa – aggiunge Bergaminelli – che potrebbe essere contrastata attraverso il potenziamento della figura del whistleblower, cioè il lavoratore che rileva una possibile frode, un pericolo o un altro rischio serio che può danneggiare il pubblico o la stessa reputazione dell’ente”.
“Questa figura, purtroppo, è ancora poco diffusa nel nostro Paese e fortemente depotenziata soprattutto perchè il segnalatore di illeciti viene considerato come un semplice delatore: in questo modo la stragrande maggioranza dei comportamenti scorretti, che si configurano poi come illeciti, non sarà mai debellata”, spiega il presidente dell’Istituto italiano anticorruzione”. “Serve una forte azione di informazione e di sensibilizzazione che punti a un rafforzamento della figura del whistleblower dal punto di vista Legislativo, partendo innanzitutto da procedure e strumenti che riducano la paura di ritorsioni a seguito delle segnalazioni”, prosegue. “Occorre poi garantire effettivita’ alle sanzioni nel caso in cui la segnalazione porti alla scoperta di una condotta illecita, per non assistere a circostanze in cui al segnalatore viene imposto di ‘convivere pacificamente’ con la persona che e’ stata oggetto della segnalazione stessa”, Sottolinea. “E’ necessario, inoltre, prevedere un bonus economico per chi segnala, con giusta causa e per motivi ragionevoli, al momento della valutazione della performance individuale”, conclude.

PA. ISTITUTO ANTICORRUZIONE: POTENZIARE FIGURA SEGNALATORE

(DIRE) Roma, 22 gen. –  “I dirigenti in Italia sono spesso asserviti nei confronti della pubblica amministrazione quando si  tratta di segnalare  condotte illecite: il risultato della mancata denuncia e’ la crescita esponenziale della corruzione”. Lo dichiara, in una nota, il presidente dell’Istituto italiano anticorruzione (Iia), Federico Bergaminelli.
“Una situazione incresciosa – aggiunge Bergaminelli – che potrebbe essere contrastata attraverso il potenziamento della  figura del whistleblower, cioe’ il lavoratore che rileva una  possibile frode, un pericolo o un altro rischio serio che puo’ danneggiare il pubblico o la stessa reputazione dell’ente”. “Questa figura, purtroppo, e’ ancora poco diffusa nel nostro Paese e fortemente depotenziata soprattutto perche’ il  segnalatore di illeciti viene considerato come un semplice delatore: in questo modo la stragrande maggioranza dei comportamenti scorretti, che si configurano poi come illeciti, non sara’ mai debellata”, spiega il presidente dell’Istituto italiano anticorruzione”.    “Serve una forte azione di informazione e di sensibilizzazione che punti a un rafforzamento della figura del whistleblower dal
punto di vista legislativo, partendo innanzitutto da procedure e strumenti che riducano la paura di ritorsioni a seguito delle  segnalazioni”, prosegue. “Occorre poi garantire effettivita’ alle sanzioni nel caso in cui la segnalazione porti alla scoperta di una condotta illecita, per non assistere a circostanze in cui  al segnalatore viene imposto di ‘convivere pacificamente’ con la  persona che e’ stata oggetto della segnalazione stessa”, sottolinea. “E’ necessario, inoltre, prevedere un bonus economico per chi segnala, con giusta causa e per motivi ragionevoli, al momento della valutazione della performance individuale”,conclude il presidente dell’Istituto italiano anticorruzione.