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Banca d’Italia: il rapporto sugli effetti del Rating di legalità sulle richieste di finanziamento privato del 2014

Lo scorso 15 gennaiostelletta la Banca d’Italia ha diffuso le statistiche rappresentative degli effetti del possesso del Rating di legalità per le aziende che hanno richiesto finanziamenti agli istituti di credito nel 2014.

Nel corso di quell’anno, le domande di finanziamento inoltrate alle banche da parte di imprese munite del Rating sono state 160 e di esse, ben 153 sono state accolte. In 86 casi le aziende ammesse al finanziamento hanno anche goduto del beneficio di ottenere migliori condizioni economiche, mentre negli altri casi il beneficio si è tradotto nella riduzione dei costi e dei tempi dell’istruttoria.

Per le aziende non ammesse al finanziamento, comunica la Banca d’Italia, l’attribuzione di un profilo di rischio elevato al cliente (discendente, ad esempio, da criticità di bilancio o da crescenti utilizzi in Centrale dei Rischi) è risultato prevalente rispetto al rating di legalità.

La Banca d’Italia, ai sensi del Decreto 20 febbraio 2014, n. 57 – MEF-MISE, riceve dalle banche una dettagliata relazione sui casi in cui il rating di legalità non ha influito sui tempi e sui costi di istruttoria o sulle condizioni economiche di erogazione (con l’indicazione delle ragioni sottostanti) e pubblica annualmente tali informazioni, in forma di dati aggregati.

Visto l’esponenziale aumento delle richieste e delle attribuzioni del Rating registrato nel corso del 2015, che ha visto arrivare ad oltre 1.500 il numero delle aziende che ne sono dotate, sarà fondamentale verificare se anche il prossimo rapporto confermerà il trend positivo del 2014.

Nel frattempo, la legge delega sulla riforma del codice degli appalti, definitivamente approvata dal Parlamento, ha inserito la previsione di strumenti di premialità (destinati ad incidere sulla scelta del contraente) basati anche sul possesso del Rating di legalità tra i parametri di cui l’Esecutivo dovrà tenere conto in sede di emanazione della nuova normativa delegata.