Monthly Archives: giugno 2015

Il DURC ON LINE, breve tutorial.

Novità DURC dal 01/07/2015.

Dal primo Luglio basterà un click per avere la certificazione della correttezza contributiva di un operatore economico. I soggetti abilitati al “click” sono quelli elencati nell’articolo 1 del DI 30/01/15 ( DELEGA DEL JOB ACT ), per sintesi anche le PA.

Le 8 linee d’azione di Assonime contro la corruzione

Assonime, l’Associazione fra le Società Italiane per Azioni, ha recentemente redatto ed inviato al Governo e alle Camere un documento che analizza il fenomeno corruttivo italiano e le politiche di contrasto ad oggi esistenti, proponendo anche otto linee di azione per integrare e rendere sempre più efficaci tali presidi.

Secondo l’associazione, dovrebbe in primo luogo darsi piena applicazione al pacchetto anticorruzione introdotto dalla legge n. 190/2012, adottando gli opportuni accorgimenti per renderlo pienamente efficace e valorizzandone al massimo i cinque pilastri fondamentali costituiti da: (i) la trasparenza, (ii) l’analisi del rischio e la pianificazione delle misure di contrasto, (iii) la formazione, (iv) i codici di compartamento, (v) la vigilanza da parte delle autorità preposte.

Le altre sette linee di azione, che mirano a sradicare le occasioni della corruzione e a bonificarne il terreno di coltura sono le seguenti:
i. distinguere i ruoli della politica e dell’amministrazione;
ii. circoscrivere le aree di contatto pubblico-privato;
iii. semplificare la normativa e migliorare la qualità della regolazione;
iv. assicurare efficacia e trasparenza nell’esercizio dell’azione amministrativa;
v. adottare un nuovo approccio nella disciplina dei contratti pubblici;
vi. rafforzare l’azione preventiva nelle imprese;
vii. promuovere la cultura della legalità nella società civile.

Particolarmente significativa e degna di nota sembra l’apertura introduttiva del documento, in cui Assonime descrive l’attuale fenomeno corruttivo non come un fatto isolato che nasce casualmente dalla debolezza dell’etica pubblica della cittadinanza o delle imprese. Esso, al contrario, “rappresenta la normale e costante degenerazione del clientelismo presente in tutti i sistemi politici, ed è più grave nei sistemi politici a predominante struttura clientelare: sistemi nei quali la ricerca del consenso prende prevalentemente la forma di erogazione di favori, posti, sussidi e protezioni con risorse pubbliche in cambio di voti e sostegno politico. In questi sistemi le risorse pubbliche sono spoglie da spartire tra i partiti dominanti invece che strumenti per il perseguimento dell’interesse pubblico. La corruzione è la maniera fisiologica con cui il sistema delle imprese, e anche i normali cittadini, convincono i partiti e un funzionariato pubblico asservito ai partiti in cambio di influenze e carriera, a destinare una parte di quelle risorse a loro vantaggio”.

Se è vero che la corruzione si origina e si sviluppa nel terreno di coltura del clientelismo e nell’occupazione partitica delle pubbliche istituzioni, allora – conclude Assonime – “non ci può essere miglioramento sul fronte della corruzione diffusa senza un passo indietro dalle istituzioni da parte dei partiti, che devono rinunciare a nominare i compari nell’amministrazione, negli ospedali, nelle autorità indipendenti, nelle aziende pubbliche, accettando di scegliere i migliori in base a selezioni pubbliche e trasparenti; che devono togliere le mani dagli appalti, le commesse, le concessioni, aprendo il sistema alla concorrenza; che devono rinunciare a offrire protezione dai meccanismi di mercato, puntando invece ad accrescere le capacità degli individui e delle imprese di competere”.

Tra le altre cose, il documento in questione riconosce fondamentale rilievo agli strumenti mirati a incentivare le imprese a “cooperare con lo Stato per la prevenzione degli illeciti. A livello internazionale i compliance programmes, quale forma di autoregolamentazione societaria, sono divenuti uno dei tratti evolutivi e più innovativi della disciplina penale della attività economiche. Essi puntano sull’interazione tra intervento repressivo dello Stato e self-regulation delle imprese e degli attori privati. Per incentivare le imprese ad adottare modelli efficaci di organizzazione si tenta di combinare il tradizionale apparato punitivo con misure premianti. Riguardo a questi strumenti, l’esperienza di applicazione della disciplina del decreto legislativo n. 231/2001 ha evidenziato l’esigenza di evitare eccessi di formalismo e prassi aziendali di facciata, la cd. cosmetic compliance”.

Essenziale è anche il ruolo della formazione e dell’istruzione che dovrebbero promuovere, in ogni ambito della società, la consapevolezza della gravità degli effetti della corruzione. “La reazione all’assuefazione al malaffare e agli arricchimenti illeciti matura nella società civile quando si sviluppa e si diffonde una coscienza civica dell’illegalità e si rafforza il valore della reputazione. Si tratta di un processo che dovrà essere condotto con convinzione, a partire dalla formazione scolastica di tutti i gradi. Occorre ripartire dall’educazione”.
L’intero documento è consultabile al seguente link.

Nota del Presidente:

Con gioia do il benvenuto a due illustri colleghi che, a pieno titolo, hanno cominciato a collaborare con l’istituto Italiano Anticorruzione, fin dal mese di Marzo 2015, l’Avvocato Titty Siciliano, cui è stata affidata la Direzione del centro studi e la responsabilità delle sedi IIA di Calabria e Sicilia; l’Avvocato Luigi Occhiuto, cui sono state affidate: la Segreteria Scientifica del Centro Studi IIA e la segreteria organizzativa delle sedi di Calabria e Sicilia.

Un grazie speciale per la loro dedizione ed il meritorio interesse che hanno mostrato fin dal loro approccio iniziale, in ragione di ciò è stata loro conferita la partecipazione attiva nello Staff strategico dell’istituto.

Buon lavoro a tutti.

Federico Bergaminelli.

http://https://www.facebook.com/www.istitutoitalianoanticorruzione.it?fref=ts