Category Archives: Appalti e contratti

Corso specialistico sul D.Lgs 50/2016

CorsoanconaAncona 23/06/2016
Catania 08/07/2016

Banca d’Italia: il rapporto sugli effetti del Rating di legalità sulle richieste di finanziamento privato del 2014

Lo scorso 15 gennaiostelletta la Banca d’Italia ha diffuso le statistiche rappresentative degli effetti del possesso del Rating di legalità per le aziende che hanno richiesto finanziamenti agli istituti di credito nel 2014.

Nel corso di quell’anno, le domande di finanziamento inoltrate alle banche da parte di imprese munite del Rating sono state 160 e di esse, ben 153 sono state accolte. In 86 casi le aziende ammesse al finanziamento hanno anche goduto del beneficio di ottenere migliori condizioni economiche, mentre negli altri casi il beneficio si è tradotto nella riduzione dei costi e dei tempi dell’istruttoria.

Per le aziende non ammesse al finanziamento, comunica la Banca d’Italia, l’attribuzione di un profilo di rischio elevato al cliente (discendente, ad esempio, da criticità di bilancio o da crescenti utilizzi in Centrale dei Rischi) è risultato prevalente rispetto al rating di legalità.

La Banca d’Italia, ai sensi del Decreto 20 febbraio 2014, n. 57 – MEF-MISE, riceve dalle banche una dettagliata relazione sui casi in cui il rating di legalità non ha influito sui tempi e sui costi di istruttoria o sulle condizioni economiche di erogazione (con l’indicazione delle ragioni sottostanti) e pubblica annualmente tali informazioni, in forma di dati aggregati.

Visto l’esponenziale aumento delle richieste e delle attribuzioni del Rating registrato nel corso del 2015, che ha visto arrivare ad oltre 1.500 il numero delle aziende che ne sono dotate, sarà fondamentale verificare se anche il prossimo rapporto confermerà il trend positivo del 2014.

Nel frattempo, la legge delega sulla riforma del codice degli appalti, definitivamente approvata dal Parlamento, ha inserito la previsione di strumenti di premialità (destinati ad incidere sulla scelta del contraente) basati anche sul possesso del Rating di legalità tra i parametri di cui l’Esecutivo dovrà tenere conto in sede di emanazione della nuova normativa delegata.

Gli Enti in rete contro la corruzione attraverso l’integrità“ e “legalità di impresa”: le nuove sfide del sistema pubblico-privato. Start up del tavolo tecnico operativo dell’Istituto Italiano per l’Anticorruzione

Gli Enti in rete contro la corruzione attraverso l’integrità“ e “legalità di impresa”: le nuove sfide del sistema pubblico-privato. Start up del tavolo tecnico operativo dell’Istituto Italiano per l’Anticorruzione

di Concettina (Titty) Siciliano – Si è concluso nelle ore serali dello scorso 15 luglio 2015 il work shop promosso dall’Istituto Italiano per l’Anticorruzione Centro Studi presso la Sede della Università Telematica Pegaso di Reggio Calabria (UniPegaso di Via Giudecca) rivolto a consulenti del lavoro, commercialisti e revisori contabili, consulenti di impresa, amministratori giudiziari ed avvocati, imprenditori, associazioni e referenti di categoria per lo start up del tavolo tecnico operativo.

L’Istituto Italiano per l’Anticorruzione, si è costituito in forma pubblica nel 2014 – senza scopo di lucro e sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica Italiana – associando studiosi ed esperti qualificati, nei vari settori delle discipline giuridico-economico-aziendali, motivati dalla finalità principale di favorire la cultura e la divulgazione dell’Etica, della Legalità e dell’Anticorruzione nei rapporti tra privati e Pubbliche amministrazioni ed in genere come costume e stile di vita finalizzato ad implementare un tessuto sociale sano e di benessere complessivo.

La forte Vision di integrità che, riteniamo, costituisca l’imprescindibile momento di condivisione valoriale e tutela, accoglie e concilia l’esigenza dei territori e degli operatori di un mercato che sia al contempo aperto e sostenibile, giusto e dinamico, verso i nuovi contesti economici globali. L’Istituto ha già promosso spazi pubblici di discussione su temi sensibili ed al contempo nevralgici per lo sviluppo dei nostri territori, pervenendo alla riflessione comune che il successo di una politica strategica di lungo periodo orientata ai valori etici fondamentali, innovativa e partecipata, sia determinato dalla forza pragmatica di programmi ed azioni e dalla loro idoneità di rispondere ai bisogni dei territori integrandosi con le forze positive su di esso presenti ed al contempo sostenendo ed accompagnando le imprese sane sul mercato e nei rapporti con le Autorità dello Stato, con le pubbliche amministrazioni e gli Istituti di credito e finanziari.

L’altissima attenzione manifestata nei mesi precedenti sui temi trattati, la centralità degli stessi in ogni ambito professionale e la necessità, da più parti manifestata, di approfondirli con approccio pragmatico, in un set dedicato, ha condotto allo start up di un gruppo scientifico professionale operativo aperto nelle adesioni che promuova tali temi valoriali fondamentali attraverso azioni sostenibili.

L’IIA si presenta, dunque, come uno spazio contemporaneo, un luogo di incontro su temi comuni, nati dall’evidenza di bisogni comuni e diffusi, per i quali si rendono necessarie e fondamentali soluzioni operative multidisciplinari e multisettoriali per promuovere progetti di sviluppo, attraverso la condivisione di strumenti normativi e set comuni di innovazione e sperimentazione

Il work shop ha scelto i temi delle campagne di adesione per il 2015, destinate agli Enti ed alle pubbliche amministrazioni e per le imprese ed i professionisti d’impresa, in quanto sono da ritenersi indispensabili e complementari per un sano sviluppo dei territori ed ha proposto la costituzione di un tavolo tecnico operativo aperto come laboratorio permanente e dinamico.

L’obiettivo del WS è stato quello di creare un ambiente integrato multidisciplinare di conoscenze e professionalità, in cui ciascun associato e partecipante, identificandosi nei valori associativi fondamentali, possa scegliere il proprio livello di partecipazione: dall’informazione, alla formazione di base e specialistica, alla sensibilizzazione ed alla promozione di iniziative. Il network integrato di studiosi, professionisti, associazioni, aziende ed imprese, enti consente di fare leva sulla forza positiva della solidarietà insita alla rete, rafforzando le competenze di ciascuno, per funzioni, così da superare indugi e situazioni di isolamento.

La prima sezione è stata dedicata a “Gli Enti in rete contro la corruzione attraverso l’integrità“ per la “la promozione della legalità sostanziale e di contrasto alla corruzione, in quanto strumenti di compliance aziendale e miglioramento della qualità dei servizi pubblici”. La seconda parte del work shop si concentrata su “legalità di impresa ovvero i vantaggi competitivi dell’anticorruzione e del controllo di legalità d’impresa, strumenti di premialità per le aziende sane” nel corso della quale ciascuno dei partecipanti e componenti il tavolo tecnico ha portato il suo contributo esperienziale e professionale rispetto ai temi delicatissimi della necessità di un rinnovamento culturale che faccia leva sulla formazione del capitale umano delle aziende, in quanto risorsa e non semplice onere o costo.

Sono stati affrontati i temi della “formazione con i fondi interprofessionali e la finanza aziendale agevolata”, degli strumenti di ausilio e sostegno all’impresa nell’ambito dei “ protocolli di legalità con le Prefetture, dei codici etici e dei modelli organizzativi di gestione ex art. 6 D.lgs. n. 231/2001”. Il panorama normativo è reso particolarmente complesso dalla disciplina legislativa (dlgs 163/2006) e regolamentare (DPR 210/2010) in materia di contratti pubblici ed appalti, di prossima riforma, che si integra con il sistema di norme introdotte dalla legislazione antimafia e dunque degli strumenti di prevenzione e contrasto alle forme di corruzione, illegalità e criminalità organizzata di tipo mafioso. L’approccio pragmatico all’anticorruzione passa attraverso l’implementazione degli strumenti per il presidio di rischi specifici e di modelli di enterprise risck management. L’innovazione in legalità raccoglie la sfida dei protocolli premiali, del Rating di legalità, dei patti di integrità e delle white list, che, originariamente introdotti come strumenti di ausilio e su base convenzionale, si sono progressivamente affermati nelle procedure amministrative, generando in alcune realtà territoriali difficoltà, stasi e contenzioso. L’approccio premiante alla cultura della legalità consente di individuare percorsi che, step by step, mettono in qualità etica l’impresa portandola a guadagnare il traguardo (certificato) ed a sostenerlo nel tempo. Sono state evidenziate particolari criticità che riguardano il rating di legalità e quali siano gli strumenti concreti per programmare un percorso di legalità e sicurezza in qualità che risulti essere di successo, consentendo alle imprese di superare situazioni di stallo. E’ stata richiamata l’importanza di un approccio consapevole al il sistema di norme sull’antiriciclaggio e delle responsabilità alle quali sono chiamati i professionisti. E’ stata data evidenza alla importanza dei sistemi gestionali e di qualità, al potenziamento dei sistemi dei controlli, alla ormai prossima riforma delle norme in materia di “sistemi di privacy”. Le attività seminariali hanno pure aperto il focus sul tema delle responsabilità penali, civili e contabili-amministrative che gravano sui soggetti (amministratori, dirigenti e responsabili, professionisti, consulenti e revisori contabili, membri degli organi di controllo), chiamati ad applicare le normative, concludendosi con il richiamo alle necessità di una seria cultura della responsabilità sociale (social accountability) che potenzi il sistema della prevenzione oltre agli strumenti di contrasto ai fenomeni diffusi di malaffare e di corruzione che generano sprechi, inefficienze e paralisi del mercato. Al tavolo si sono avvicendati sugli argomenti i responsabili dell’IIA, avv. Federico Bergaminelli, avv. Concettina Siciliano, dott.Vincenzo De Prisco e avv Fulvio Gambadoro.

Altrettanto proficui ed interessanti sono gli interventi dei partecipanti ai lavori del WS e dei componenti il tavolo tecnico operativo che con approccio multidisciplinare e multisettoriale hanno voluto tracciare le linee di un programma operativo condiviso.

Ai lavori del WS sono intervenuti per Confindustria di Reggio Calabria il Presidente Ing Andrea Cuzzocrea e la responsabile Dott.ssa Francesca Cozzupoli, i quali hanno descritto la realtà locale, rappresentato le difficoltà di un territorio che stenta a ripartire e di imprese ferme; hanno manifestato la disponibilità dell’Ente di adoperarsi concretamente per azioni che possano avere una ricaduta positiva su tuuto il comparto e dunque sull’economia. Hanno pertanto sollecitato la collaborazione ed interazione di tutti gli stakeholders, per competenze e funzioni, anche politiche e legislative, ed a ciascun livello di responsabilità, di enti, autorità e categorie professionali.

Significativi sono stati gli interventi del dott. Pietro Latella Presidente dei Giovani Consulenti del lavoro e del dott. Beniamino Scarfone i quali hanno evidenziato l’importanza di investire, per le aziende, sulla innovazione culturale, formazione aziendale e delle risorse umane. A tale proposito i loro interventi si sono focalizzati sulla esperienze pilota del protocollo Asseco che implementa un sistema di asseverazione di regolarità contributiva, retributiva e negoziale d’avanguardia, superando il formalismo del durc. Altrettanto di alto profilo è stato l’intervento del dott. Domenico D’Amico che, tra l’altro, ha rimarcato l’importanza e l’impatto della normativa antiriciclaggio nella gestione delle aziende e per la responsabilità dei commercialisti consulenti d’impresa. Le lacune e le complessità al tempo stesso di questo corpus normativo che soggiace ad aggiornamenti periodici, richiedono la necessità di una formazione approfondita dedicata in quanto si tratta evidentemente di una materia che coinvolge la stessa funzione del professionista chiamato ad assolvere a compiti ed incombenze alla stregua di un pubblico ufficiale, assumendone le responsabilità senza essere supportato dai corrispondenti poteri di verifica fiscale.

Il dott Giuseppe Calabrò, amministratore giudiziario e referente di assiconfidi, sui temi dell’accesso al credito come strumenti di premialità, ha approfondito le potenzialità dei fondi di garanzia alle imprese come Assiconfidi e la necessità di una cultura di legalità di impresa sostanziale. Occorre potenziare gli strumenti di crescita ed interazione anche per le imprese sottoposte ad amministrazione giudiziaria che rappresentano una realtà consistente e significativa dell’economia in questo momento storico.

La dott. Stefania Ziglio, consulente esperto in progettazione e referente dell’Osservatorio sulla Ndrangheta ha evidenziato la necessità di sviluppare una cultura d’impresa orientata al sano utilizzo dei fondi strutturali e dei fondi diretti alle imprese anche in tema di legalità e contrasto alla corruzione ed alle mafie che richiede capacità progettuale degli enti in rete, partenariati complessi e capacità pragmatica. A tale proposito, la dott.ssa Maria Grazia Mallone esperta in assistenza tecnica presso la Regione Calabria, ha completato la descrizione sulle potenzialità delle risorse dedicate richiamando le misure della Programmazione Regionale.

L’avv. Monica delle Donne  si è soffermata sul profilo dell’importanza del richiamo alla responsabilità etica e deontologica dei professionisti, che nella quotidianietà operativa devono assicurare ogni tutela e cautela contro il rischio di elusione o corruzione normativa. Per l’avv. Antonella Vazzana della Camera degli avvocati Amministrativisti di Reggio Calabria il valore aggiunto di uno spazio di integrazione professionale ed associativa è proprio quello di ridurre il rischio di isolamento e di rafforzare la spinta etica, potenziando i risultati.

Nell’intervenire la prof.ssa Marisa Cagliostro, già docente all’Università di Architettura di Reggio Calabria e responsabile di numerosi progetti in materia di percorsi museali e recupero dei beni architettonici, oltre che referente di alcune associazioni culturali operanti sul territorio, ha introdotto, attraverso il punto di vista dei cittadini osservatori attenti e consapevoli, altri temi nevralgici sui quali si gioca la tenuta dello Stato demcratico. Partendo da un monitoraggio attento dello stato dell’arte di alcune opere pubbliche ha sollecitato ad una partecipazione attiva ed in rete dei cittadini che, attraverso il controllo sulle pubbliche amministrazioni, contribuiscano, con la partecipazione e gli strumenti di trasparenza, al miglioramento dei servizi pubblici ed al contrasto a situazioni di malaffare, corruzione e mafia che oggi vedono fortemente impegnati nel contrasto quotidiano gli Uffici di Procura della Repubblica. Trasparenza, partecipazione e potenziamento del sistema dei controlli sono stati richiamati come strumenti indispensabili per mettere in qualità il sistema.

Altrettanto valoriale è stato il richiamo del dott. Raffaele Barillaro, già dirigente generale presso la Regione Calabria, che complementare al precedente contributo, ha ribadito l’assoluta importanza di una cultura dell’etica e della legalità che sostanzi i portafogli formativi e di competenze di coloro che esercitano pubblici uffici e funzioni. Non paiono visibili soluzioni diverse al recupero della deriva sociale e culturale che non siano quelle di promuovere innanzitutto una consapevole cultura della integrità.

Nel tirare le fila degli interventi al tavolo tecnico il dott. Domenico Napoli presidente del Cefris e referente della Università Telematica Pegaso di Reggio Calabria (UniPegaso di Via Giudecca 17) ha focalizzato la necessità di promuovere attività di sensibilizzazione e di formazione specialistica rivolgendosi tanto alle imprese ed agli operatori professionisti delle imprese quanto alle pubbliche amministrazioni che con le prime debbono, reciprocamente, comunicare. Sulla importanza di una valorizzazione dei percorsi accademici con l’inserimento di materie dedicate si è soffermata l’avv. Vanessa de Lorenzo della UniPegaso. Il dott. Domenico Suraci, che ha curato l’ospitalità presso la sede della Unipegaso, ha evidenziato la necessità della integrazione dei percorsi formativi con tecnologie moderne ed in modalità e-learnig che rendano i saperi accademici e di alta specialità accessibili e contemporanei, avvicinando l’offerta e la domanda di lavoro.

Integrità, semplificazione delle procedure burocratiche, capacità di fare rete: questo è ciò che si chiede in estrema sintesi ad una pubblica amministrazione effettivamente più moderna e contemporanea in un mercato sostenibile a misura d’uomo e d’impresa.

Al contempo, occorre ripartire dalle imprese e dai professionisti che le affiancano per dare nuovo impulso all’economia, rafforzando una seria attività di prevenzione e di modernizzazione delle gestioni nelle PMI, attraverso un approccio valoriale che promuova la cultura dell’etica e della legalità come investimento sul capitale umano

Da ciascuno dei vertici di osservazione (pubbliche amministrazioni /imprese/ professionisti/studiosi), la sensibilizzazione costante sui temi appena delineati e la formazione qualificata e certificata delle competenze di operatori ed addetti risultano strumenti operativi primari e nevralgici sui quali fare leva.

L’auspico è che il tavolo tecnico operativo aperto ed il network si possa arricchire di tanti altri contributi di professionisti attenti e responsabili e delle espressioni positive del mondo del lavoro e della società civile e del mondo associativo e di categoria.

Appuntamento al prossimo workshop … in rete, per unire competenze, sostenere gli intenti e rafforzare i risultati, dunque!            (Concettina T. Siciliano, avvocato amministrativista, Dottore di ricerca in Diritto Amministrativo, Dottore specialista in Diritto dell’Economia, in Management Sanitario, in Contratti e Appalti, Innovazione P.M.I., Direttore Scientifico Istituto Italiano per l’Anticorruzione IIA) >>

Il DURC ON LINE, breve tutorial.

Novità DURC dal 01/07/2015.

Dal primo Luglio basterà un click per avere la certificazione della correttezza contributiva di un operatore economico. I soggetti abilitati al “click” sono quelli elencati nell’articolo 1 del DI 30/01/15 ( DELEGA DEL JOB ACT ), per sintesi anche le PA.

Le 8 linee d’azione di Assonime contro la corruzione

Assonime, l’Associazione fra le Società Italiane per Azioni, ha recentemente redatto ed inviato al Governo e alle Camere un documento che analizza il fenomeno corruttivo italiano e le politiche di contrasto ad oggi esistenti, proponendo anche otto linee di azione per integrare e rendere sempre più efficaci tali presidi.

Secondo l’associazione, dovrebbe in primo luogo darsi piena applicazione al pacchetto anticorruzione introdotto dalla legge n. 190/2012, adottando gli opportuni accorgimenti per renderlo pienamente efficace e valorizzandone al massimo i cinque pilastri fondamentali costituiti da: (i) la trasparenza, (ii) l’analisi del rischio e la pianificazione delle misure di contrasto, (iii) la formazione, (iv) i codici di compartamento, (v) la vigilanza da parte delle autorità preposte.

Le altre sette linee di azione, che mirano a sradicare le occasioni della corruzione e a bonificarne il terreno di coltura sono le seguenti:
i. distinguere i ruoli della politica e dell’amministrazione;
ii. circoscrivere le aree di contatto pubblico-privato;
iii. semplificare la normativa e migliorare la qualità della regolazione;
iv. assicurare efficacia e trasparenza nell’esercizio dell’azione amministrativa;
v. adottare un nuovo approccio nella disciplina dei contratti pubblici;
vi. rafforzare l’azione preventiva nelle imprese;
vii. promuovere la cultura della legalità nella società civile.

Particolarmente significativa e degna di nota sembra l’apertura introduttiva del documento, in cui Assonime descrive l’attuale fenomeno corruttivo non come un fatto isolato che nasce casualmente dalla debolezza dell’etica pubblica della cittadinanza o delle imprese. Esso, al contrario, “rappresenta la normale e costante degenerazione del clientelismo presente in tutti i sistemi politici, ed è più grave nei sistemi politici a predominante struttura clientelare: sistemi nei quali la ricerca del consenso prende prevalentemente la forma di erogazione di favori, posti, sussidi e protezioni con risorse pubbliche in cambio di voti e sostegno politico. In questi sistemi le risorse pubbliche sono spoglie da spartire tra i partiti dominanti invece che strumenti per il perseguimento dell’interesse pubblico. La corruzione è la maniera fisiologica con cui il sistema delle imprese, e anche i normali cittadini, convincono i partiti e un funzionariato pubblico asservito ai partiti in cambio di influenze e carriera, a destinare una parte di quelle risorse a loro vantaggio”.

Se è vero che la corruzione si origina e si sviluppa nel terreno di coltura del clientelismo e nell’occupazione partitica delle pubbliche istituzioni, allora – conclude Assonime – “non ci può essere miglioramento sul fronte della corruzione diffusa senza un passo indietro dalle istituzioni da parte dei partiti, che devono rinunciare a nominare i compari nell’amministrazione, negli ospedali, nelle autorità indipendenti, nelle aziende pubbliche, accettando di scegliere i migliori in base a selezioni pubbliche e trasparenti; che devono togliere le mani dagli appalti, le commesse, le concessioni, aprendo il sistema alla concorrenza; che devono rinunciare a offrire protezione dai meccanismi di mercato, puntando invece ad accrescere le capacità degli individui e delle imprese di competere”.

Tra le altre cose, il documento in questione riconosce fondamentale rilievo agli strumenti mirati a incentivare le imprese a “cooperare con lo Stato per la prevenzione degli illeciti. A livello internazionale i compliance programmes, quale forma di autoregolamentazione societaria, sono divenuti uno dei tratti evolutivi e più innovativi della disciplina penale della attività economiche. Essi puntano sull’interazione tra intervento repressivo dello Stato e self-regulation delle imprese e degli attori privati. Per incentivare le imprese ad adottare modelli efficaci di organizzazione si tenta di combinare il tradizionale apparato punitivo con misure premianti. Riguardo a questi strumenti, l’esperienza di applicazione della disciplina del decreto legislativo n. 231/2001 ha evidenziato l’esigenza di evitare eccessi di formalismo e prassi aziendali di facciata, la cd. cosmetic compliance”.

Essenziale è anche il ruolo della formazione e dell’istruzione che dovrebbero promuovere, in ogni ambito della società, la consapevolezza della gravità degli effetti della corruzione. “La reazione all’assuefazione al malaffare e agli arricchimenti illeciti matura nella società civile quando si sviluppa e si diffonde una coscienza civica dell’illegalità e si rafforza il valore della reputazione. Si tratta di un processo che dovrà essere condotto con convinzione, a partire dalla formazione scolastica di tutti i gradi. Occorre ripartire dall’educazione”.
L’intero documento è consultabile al seguente link.